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Umberto Veronesi: “Un italiano su due si ammalerà di tumore”.

− Umberto Veronesi: “Un italiano su due si ammalerà di tumore”.


“Se 50 anni fa di si ammalava una persona su 30, oggi è un italiano su 3 e nel prossimo futuro sarà una su 2. Sarà una malattia epidemica. Per affrontare questa che è la più grande sfida che l’umanità si trova di fronte, serve l’alleanza dei mezzi di informazione”.

E’ la drammatica previsione del prof. Umberto , direttore scientifico dell’Istituto Europeo Oncologico di Milano ed ex ministro della Salute, rilasciata presso lo Iulm lo scorso Aprile, nell’incontro con i direttori delle principali testate giornalistiche italiane organizzato in occasione dei 20 anni dell’istituto.

Continua il prof. Veronesi: “Si può vincere la lotta al cancro se un’informazione corretta sta al fianco delle nostre scoperte e dei nostri messaggi. Se invece l’informazione è debole, contrastante, dà notizie imprecise, è un problema. Il peso non è ormai più solo del medico, ma anche di tutta la popolazione che deve proteggere la propria salute”. Un’informazione debole può causare una drammatica distanza tra la ricerca scientifica e la popolazione, pagando, quest’ultima, un caro prezzo; quello della conoscenza per poter attuare comportamenti corretti, porre attenzione ai fattori alimentari e nutrizionali e per rendere il proprio stile di vita più protetto e allo stesso tempo più efficace.

Continua: “Già gli italiani, non amano la scienza e sono anche male informati.. È fondamentale che i media diano i messaggi corretti sugli stili di vita, le visite periodiche e gli esami cui sottoporsi”. Veronesi punta il dito sulla e aggiunge: “Dei 20 milioni di italiani che oggi sviluppano un tumore nel corso della loro vita, il 70% dei casi, circa 14 milioni, potrebbero essere salvati con la ”.

Una comunicazione corretta e completa sull’argomento è sempre stato un impegno per Veronesi : “Se tutta la popolazione adottasse uno stile di vita salutare e si avvicinasse in massa alla diagnosi precoce, se i responsabili delle politiche sanitarie e ambientali applicassero tutte le conoscenze e le misure preventive che la ricerca ha messo a disposizione, il cancro sarebbe una malattia sotto controllo”. E conclude rivolgendosi ai media: “Stiamo vivendo un passaggio epocale in cui il welfare state, lo Stato che si fa carico della tutela della salute dei suoi cittadini, diventa ‘welfare community’, dove la responsabilità della salute è condivisa da tutta la società. ..Questa evoluzione culturale non può avvenire senza la partecipazione dei media”.

Staff Mio Benessere

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