I PROBIOTICI

Per probiotico si deve intendere, in biologia e medicina, di ceppi batterici selezionati dalla fermentazione lattica (Lactobacillus acidophilus) e di alcuni microrganismi normalmente presenti nella flora batterica intestinale (Bifidobacterium), ai quali sono attribuite numerosi effetti di protezione per l’organismo ospite (uomo e mammiferi). Questi batteri (Probiotici) infatti resistono all’azione dei succhi gastrici e della secrezione biliare. Aderendo all’intestino, tramite le cellule epiteliali, contrastano l’azione di alcuni germi potenzialmente patogeni e di conseguenza ottenere una migliore qualità e varietà della flora batterica intestinale che influenzerà positivamente il sistema immunitario. per svolgere bene queste azioni i batteri utilizzati come probiotici devono essere vivi, resistenti al pH acido dello stomaco ed a quello alcalino dell’intestino tenue, dovranno quindi localizzarsi fra gli altri batteri vivi ed esercitare le loro attività metaboliche.

La definizione internazionalmente accettata di “probiotico” è quella elaborata nel 2001 da un gruppo di esperti della FAO e dalla WHO: “Organismi vivi che, somministrati in quantità adeguate, apportano un beneficio alla salute dell’ospite” [1, 2]. In Italia il Ministero della Salute ha definito i probiotici come “Microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo” [3], una definizione che sembra essere in linea con le due organizzazioni già citate.

Per alimenti probiotici si intendono proprio quegli alimenti che contengono un numero significatamente elevato di microrganismi (batteri) vivi, i quali, attraverso l’alimentazione o specifica integrazione, sono in grado di raggiungere l’intestino ed apportare l’equilibrio della microflora intestinale mediante colonizzazione diretta.

L’etimologia del termine “probiotico” deriva dall’unione della preposizione latina pro (“a favore di”) e dell’aggettivo greco βιωτικός (biotico), a sua volta originato dal sostantivo βίος – bios (vita) [10].

La US Food and Drug Administration non ha approvato alcun prodotto contenente probiotici con indicazioni mediche.

Meccanismi d’azione

I Probiotici agiscono sulla riduzione del pH intestinale attraverso la stimolazione della produzione di acido lattico ad opera della microflora intestinale; operano come antagonisti su microrganismi patogeni e mostrano importanti azioni di immunostimolazione. II probiotico, infatti, è in grado di interferire positivamente con la salute dell’ospite [4] aumentando le difese intestinali con i seguenti meccanismi d’azione:

  • Rinforzo della barriera mucosa non immunologica
  • Normalizzazione della permeabilità intestinale
  • Bilanciamento della microflora intestinale e influenza positiva su: il decorso di patologie infiammatorie ed infettive dell’intestino; disfunzioni correlate al malfunzionamento della barriera intestinale; le modificazioni dell’assetto immunitario di questo apparato [5]
  • Stimolazione della resistenza non specifica dell’ospite ai patogeni e contributo alla loro eliminazione [6].
  • Attivazione e incremento delle risposte immunologiche cellulo-mediata tramite: stimolazione dei linfociti T-helper tramite la produzione di citochine; stimolazione di macrofagi a produrre IL-6 e ossido nitrico che porta alla distruzione di microrganismi patogeni; stimolazione delle cellule mononucleari fagocitarie [5, 7].
  • Fermentazione, particolarmente attiva nel colon destro, per diminuire progressivamente nel colon trasverso e nel colon sinistro [8], dei residui alimentari che producono acidi grassi a catena corta (SCFA), propanolo, acetaldeide, C02, etanolo, butanolo, acido lattico, che i batteri utilizzano per la propria sopravvivenza, sviluppo e per le loro funzioni cellulari.
  • Azione ipocolesterolemizzante: alcuni studi sull’uomo, hanno mostrato che i derivati del latte fermentati con batteri lattici indurre la riduzione dei livelli di colesterolo totale e LDL in soggetti con livelli normali. Sono tuttavia necessari ulteriori studi su soggetti ipercolesterolemici [11]. Sembra che l’azione di riduzione del colesterolo plasmatico sia dovuta ad una modificazione enzimatica dello stesso [5].
  • Attività antinfettiva naturale: Riduzione di possibili infezioni ad opera di (Candida albicans e Clostridium) conseguenti a terapie antibiotiche e ripristino dell’assetto fisiologico della microflora intestinale. I lattobacilli inoltre producono sostanze ad attività antibiotico-simile (lantibiotici e sostanze tossiche come acido lattico e perossido di idrogeno).
  • Riduzione di intolleranza al lattosio: I batteri lattici presentano una elevata attività β-galattosidasica responsabile della scissione del lattosio a glucosio e galattosio riducendo di molto la sintomatologia provocata dall’intolleranza [5].
  • Attività anticancerogena e antimutagena: I dati fino ad ora disponibili riguardano la riduzione del cancro al colon. Una possibile spiegazione è data dalla capacità dei lattobacilli di sopprimere la crescita di specie batteriche, che convertono i pro-cancerogeni in cancerogeni riducendo così la concentrazione di sostanze cancerogene nell’intestino. Inoltre i lattobacilli possono sequestrare a livello intestinale composti potenzialmente mutageni evitando cosicché questi vengano assorbiti [5].

Ulteriori ricerche e nuove conferme sul contributo dei probiotici sono state pubblicate su una rivista di settore specializzata (Gut Microbes) [9] tra cui:

Induzione di heat shock proteins citoprotettive;

Modulazione dei sistemi di segnalazione infiammatori nelle CEI;

Regolazione dell’apoptosi;

Modulazione dei sistemi di segnalazione dei macrofagi;

Produzione di battericidi


Referenze
1. FAO/WHO Expert Consultation. “Health and Nutritional Properties of probiotics in Food including Powder Milk with Live Lactic Acid Bacteria” (2001) www.fao.org.
2. FAO/WHO “Guidelines for the Evaluation of Probiotics in Food” (2002) www.fao.org.
3. Ministero della Salute Italiana. Linee Guida Nutrizione/Probiotici; 2005.
4. Fenandes CF, Shahani KM, Amer MA. “Therapeutic role of dietary lactobacilli and lactobacilli fermented dairy products” FEMS Microbiol Rev 1987;46.
5. G.Biscuolo, Scienza della Nutrizione.
6. Guarner F, Schaafsma GJ. “Probiotics” International Journal Food Microbiol 1998;39.
7. Hentgs DJ, “Role of intestinal microflora in host defense against infection. In: Human intestinal microflora in health and disease” Academic Press NY: Hentes DJ Ed. 1983.
8. Cummgs JH, Engliyst HN. “Fermentation in the uman large intestine” American Journal Clinical Nutrition 1987;45.
9. Thomas CM,Versalovic J. “Probiotics-host-communication. Modulation of Signaling pathways in the intestine” Gut Mictobes 2010;1.
10. Hamilton-Miller, Professor J. M. T., G. R. Gibson, W. Bruck. “Some insights into the derivation and early uses of the word probiotic”. British Journal of Nutrition 2003; (90):845.
11. Sanders ME. “Considerations for use of probiotic bacteria to modulate human health”. The Journal of Nutrition 2000;130 (2S Suppl).

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