Le Prugne

PRUGNA | PLUMS

Prunus Domestica
Prugna valori nutrizionali

Acidi grassi: oleico
Acidi organici: malico, succinico, chinico, tartarico, citrico
Aminoacidi: acido aspartico, glutammico, alanina, arginina, fenilalanina, glicina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina, triptofano, valina
Fibre
Polifenoli
Fitosteroli [1]
Flavonoidi: quercetina
Tannini
Mucillagini
Minerali e oligoelementi: calcio [1,2] ferro, fosforo [1,2], fluoro, magnesio [1], manganese, potassio [1,2], rame, zinco
Vitamine e antiossidanti: A [1], B1, B2, B3 [1,2], B5, B6, beta carotene, beta criptoxantina [1], C [1,2], E, K [1], colina, folati [3], luteina+zeaxantina

N.B. I valori indicati si riferiscono a 100 grammi di prodotto.
Prugna principali benefici
Antiossidante
Antinvecchiamento
Lassativo
Depurative
Decongestionante epatico
Disintossicante
Energetiche
Toniche
Stimolante sistema nervoso
Prugna la ricerca scientifica

La prugna è un frutto della famiglia delle Rosacee e sono strettamente legate alle pesche e alle ciliegie. La prugna europea (P. domestica) e la prugna giapponese (P. salicina) sono le varietà più coltivate per i loro frutti commestibili, mentre la prugna a foglia color porpora (P. cerasifera), è usata come pianta ornamentale.

Antiossidanti – Secondo il dr. D. Byrne e il dr. Luis Cisneros-Zevallos, ricercatori presso il Texas AgriLife Research, le prugne possono essere considerate alla stesso livello dei mirtilli per quantità e qualità in antiossidanti. I due ricercatori hanno studiato gli antiossidanti e i fitonutrienti contenuti nelle prugne trovandoli anche superiori ai mirtilli, da sempre questi sono considerati frutti superiori ad altri della stessa categoria.

Intestino – Un recente studio scientifico è stato condotto da Kevin Whelan, professore presso il prestigioso King’s College London, in collaborazione con i ricercatori dell’Università Queen Mary di Londra, e dell’Università di Aberdeen. Lo studio ha confermato il suggerimento della Commissione Europea relativa al consumo di prugne secche: mangiare 100 g di prugne secche al giorno contribuisce al normale funzionamento dell’apparato digerente.

– Lo studio ha coinvolto un primo campione di adulti inglesi in buona salute, durante i controlli questi mostrava no un carente apporto di fibre con movimenti intestinali irregolari; Il secondo campione consumava al contempo 80g/120g di prugne e acqua, questo gruppo invece mostrava un aumento della frequenza di defecazione e del peso delle feci.

– Un ridotto peso delle feci e un tempo di transito ritardato sono fattori di rischio per l’insorgenza del cancro al colon rettale ed emorroidi.

Cancro al seno – Ricercatori presso il laboratorio di ricerca AgriLife del Texas hanno condotto alcuni test su cellule di cancro al seno – anche quelle più aggressive – trattate con estratti di pesca e di prugna. Nel test le sono morte dopo i trattamenti, notando inoltre che mentre le cellule cancerose sono state soppresse, le cellule sane non sono state danneggiate nel processo “Questi estratti hanno ucciso le cellule tumorali ma non le cellule normali”, ha detto Cisneros-Zevallos [5].

– I ricercatori affermano che due composti fenolici sono i responsabili della morte delle cellule tumorali.

References

1. U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. 2011. USDA National Nutrient Database for Standard Reference, Release 24.

2. Carnovale E & Miuccio F (1989). Tabelle di composizione degli alimenti. Istituto Nazionale della Nutrizione, Roma.

3. Holland B, Unwin ID, Buss DH (1992). Fruits and Nuts. The first supplement to McCance and Widdowson’s The Composition of Foods (5th edition). Royal Society of Chemistry and Ministry of Agricolture, Fisheries and Foods.

4. AgriLife Research (Texas); Luis Cisneros-Zevallos Ph – Journal of Agriculture and Food Chemistry.

5. Texas A&M AgriLife Research, Journal of Agriculture and Food Chemistry.

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Attività Antiossidante
4118*

*J.Agric. Food. Chem. 52 – (2004)
Origini
Il nome susina deriva probabilmente da una città della Persia, Susa, dove probabilmente veniva coltivata sin dall’antichità. Un’altra ipotesi sostiene che il nome latino sucinus“resinoso” potrebbe riferirsi alla sostanza cerosa presente sulla superficie del frutto, chiamata appunto pruina. Anche l’origine del nome prugna è incerto, alcuni suggeriscono che possa derivare dalla radice indoeuropea prus “bruciare”, da cui deriva anche il greco pyrsòs, rosso, colore del fuoco ardente.
La prugna era già nota ai latini del I sec. Fonti raccontano che i romani la introdusso nell’area del Mediterraneo verso il 150 a.c. 
Si tramanda la notizia che in tutta Europa venne introdotta dai cavalieri della prima crociata intorno al 1.200 d.c.
Antiche tradizioni
L’origine delle prugne sotto sale non è certa, ma nell’antica Cina è stata trovata una prugna secca (ubai) in una tomba di 2.000 anni fa.
I samurai giapponesi mangiavano queste prugne secche per affrontare con più energia le fatiche delle battaglie.
Particolarità
Una ricerca condotta negli Stati Uniti ha dimostrato che la prugna è l’alimento di origine vegetale che contiene la più alta percentuale di sostanze antiossidanti.
Le ricerche del Dr.M.Sidney Masri hanno dimostrato che le sostanze con capacità lassative della prugna funzionano solo quando sono dentro le prugne.
Questa pianta viene coltivata un po’ in tutta Europa.
Negli Usa la più famosa e diffusa prugna è sicuramente quella californiana.
Il poeta Pablo Neruda ha dedica una poesia alla prugna, descrivendola come il frutto della memoria, perché gli
ricorda momenti della sua infanzia.

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PRUGNA ultima modifica: 2018-06-04T17:12:17+01:00 da Staff il mio benessere

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