Le More di Rovo

MORE DI ROVO | BLACKBERRIES

RUBUS FRUCTICOSUS
More di rovo valori nutrizionali:

Acidi grassi: linoleico ω-3 [1], linolenico ω-6 [1], oleico ω-9 [1], eicosenoico
Acidi organici: acetico, citrico, gallico, malico, formico
Aminoacidi: acido aspartico, glutammico, alanina, arginina, cisteina, fenilalanina, glicina, isoleucina, istidina, leucina, lisina, metionina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano, valina
Fibre: solubile e insolubile [17]pectine
Polifenoli [5]
Flavonoidi
Flavonoli: kaempferol [10,11,12], quercetina [10,11,12], miricetina [10,11,12]
Flavon-3-oil: catechina [1,6,8,9], epigallocatechina [1,6,8,9], epigallocatechina-3-gallato [1,6,8,9], epicatechina[1,6,8,9]
Proantocianidine: [9,13]
Antocianidine: cianidina-3-glicoside [4], cianidina [1], peonidina, pelargonidina
Saponine
Steroidi: steroli [18,19]
Tannini
Altri componenti: betaina
Minerali e oligoelementi: calcio [1,2,14,15], cloro [21], ferro [21], fosforo [1,2,21], magnesio [21], manganese [21], potassio [1,2,15,21], rame [21], selenio [15], sodio, zinco [14,15,21], zolfo [21]
Vitamine e antiossidanti: A [14,15], B1, B2, B3 [14,15], B5, B6, C [3,14,15], beta carotene [2,14,15,21], E [3,14,15], retinolo eq. [21], tocoferoli [14,15], K [14,15], colina [14], folati, acido folico [1], luteina+zeaxantina [15,16]

N.B. I valori indicati si riferiscono a 100 grammi di prodotto.
More di rovo proprietà:
Antidiarroico
Antinfettivo (affezioni polmonari)
Astringenti
Depurative
Diuretiche
Lassativo
Ipoglicemico
Rinfrescante
More di rovo la ricerca scientifica:

Le more di rovo sono un frutto morbido e delicato che cresce su cespugli spinosi o rampicanti. Gli antociani, potenti antiossidanti, conferiscono alle more il loro colore lucido e scuro. Le more sono molto ricche di fibre e quindi contribuiscono al buon funzionamento dell’intestino.
Le more sono sottoposte da molti anni ad un’ampia ricerca scientifica per studiare la validità dei numerosi benefici conosciuti sin dall’antichità. Infatti studi mirati dimostrano che le more hanno uno dei più alti contenuti di antiossidanti per porzione di qualsiasi altro alimento testato. In uno studio del 2006 pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, gli scienziati hanno calcolato il contenuto di antiossidanti nelle more di 5,7 mmol per porzione, di gran lunga superiore a quello di altri alimenti. Ciò significa che il consumo regolare di more o la sua supplementazione (efficaci anche i succhi da bere o meglio i supplementi in polvere disidratati a basse temperature), può avere un impatto molto positivo sulla salute, in particolare si dimostrano molto utili anche per gli atleti.

Dimostrata l’Azione ipoglicemia (Handa, Maninder). Efficace nella diarrea, nelle affezioni polmonari. Le more contengono acido folico e aiutano a regolare i livelli di omocisteina, due sostanze importantissime soprattutto durante la gravidanza. Uno studio condotto nell’Ohio e pubblicato sulla rivista Cancer Prevention Research 2009, ha confermato l’attività antitumorale dei flavonoidi e delle antocianine (di cui anche le more ne sono ricche), in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali. Le more proteggono il cervello dallo stress ossidativo e può ridurre o ritardare la comparsa di malattie legate all’età come il morbo di Alzheimer e demenza.

Attività motorie – I polifenoli dei frutti di bosco, se somministrati a ratti di età compresa tra 19 e 21 mesi, sono in grado di ritardare e persino di invertire il decadimento delle prestazioni motorie e cognitive correlato all’età. I ricercatori giustificano questi effetti grazie ai polifenoli che aumentano i livelli di antiossidanti e/o riducono l’infiammazione, o di segnali inviati direttamente al cervello. Il presente studio ha esaminato una dieta con il 2% di integratori di more e la sua efficacia nell’invertire i deficit legati all’età nelle funzioni comportamentali e neuronali nei ratti di età avanzata (19 mesi) per 8 settimane. I risultati hanno mostrato che una dieta a base di more ha migliorato le prestazioni motorie in tre attività che si basano sull’equilibrio e la coordinazione: esercizi tipici a cui sono sottoposti i topi da laboratorio.

– I risultati del labirinto (esercizio) hanno dimostrato che i ratti nutriti con le more mostravano una memoria più efficiente, rispetto ai ratti del gruppo di controllo. Questi dati confermano precedenti studi sul miglioramento delle prestazioni motorie e cognitive nei ratti anziani che assumevano altri frutti di bosco [16].

Cardiovascolare – Una ricerca condotta dal Plants for Human Health Institute ha dimostrato che il consumo di more, che contengono antociani e proantocianidine, può ridurre lo stress ossidativo creato dall’ossido nitrico, contribuendo così a prevenire le malattie cardiovascolari.

– Lo studio ha evidenziato che per la maggior parte degli estratti, la capacità antiossidante era significativamente correlata con l’inibizione di NO ossido nitrico). In particoIare notevole è stata l’attività di inibizione della frazione ricca di antocianine e la frazione ricca di proantocianidina, la frazione cianidin-3-O-glucoside (equivalente catechina) ha inibito tutti i marcatori di perossidazione [20].

– I genotipi delle more selvatiche messicane (per questo studio), ricche fonti di polifenoli e con proprietà sia antiossidanti che antinfiammatorie, mostrano un particolare potenziale per lo sviluppo futuro di nuove varietà con finalità nutraceutiche, concludono i ricercatori.

References

1. U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. 2011. USDA National Nutrient Database for Standard Reference, Release 24.

2. Fidanza F & Versiglioni N (1989). Tabelle di composizione degli alimenti. Istituto di Scienza dell’Alimentazione. Università degli Studi di Perugia. Ed. Idelson, Napoli.

3. Holland B, Unwin ID, Buss DH (1992). Fruits and Nuts. The first supplement to McCance and Widdowson’s The Composition of Foods (5th edition). Royal Society of Chemistry and Ministry of Agricolture, Fisheries and Foods.

4. Cappelli P., Vannucchi V., “Chimica degli alimenti: conservazione e trasformazione” Zanichelli II ed. 2002.

5. J Pérez-Jiménez, V Neveu, F Vos and A Scalbert “Identification of the 100 richest dietary sources of polyphenols: an application of the Phenol-Explorer database” – European Journal of Clinical Nutrition (2010) 64, S112–S120.

6. Harnly, J. M., Doherty, R., Beecher, G. R., Holden, J. M., Haytowitz, D. B., and Bhagwat, S., and Gebhardt S. “Flavonoid content of U.S. fruits, vegetables, and nuts.” , 2006 J. Agric. Food Chem. 54.

7. Wu, X., Beecher, G. R., Holden, J. M., Haytowitz, D. B., Gebhardt, S. E., and Prior, R. L. “Concentrations of anthocyanins in common foods in the United States and estimation of normal consumption.”. , 2006 J. Agric. Food Chem. 54.

8. Arts, I. C. W., van de Putte, B., and Hollman, P. C. H. “Catechin content of foods commonly consumed in the Netherlands. 1. Fruits, vegetables, staple foods and processed foods.” , 2000 J. Agric. Food Chem. 48.

9. de Pascual-Teresa, S., Santos-Buelga, C., & Rivas-Gonzalo, J.C. “Quantitative analysis of flavan-3-ols in Spanish foodstuffs and beverages” – 2000 J. Agric. Food Chem. 48.

10. Sellappan, S., Akoh, C.C., and Krewer, G. “Phenolic compounds and antioxidant capacity of Georgia-grown blueberries and blackberries” – 2002 J. Agric. Food Chem. 50 8.

11. Lugasi, A. and Hovari, J. “Flavonoid aglycons in foods of plant origin II. Fresh and dried fruits” – 2002 Acta Alimentaria 31 1.

12. Bilyk, A., and Sapers, G. M. “Varietal differences in the quercetin, kaempferol, and myricetin contents of highbush blueberry, cranberry, and thornless blackberry fruits” – 1986 J. Agric. Food Chem. 34.

13. Gu, L., Kelm, M.A., Hammerstone, J.F., Beecher, G., Holden, J., Haytowitz, D., Gebhardt, S., and Prior, R.L. “Concentrations of proanthocyanidins in common foods and estimations of normal consumption” – 2004 J. Nutr. 134.

14. Nutrient Data Laboratory, ARS, USDA – National Food and Nutrient Analysis Program Wave 4e – 2001 Beltsville MD.

15. Nutrient Data Laboratory, ARS, USDA – National Food and Nutrient Analysis Program Wave 5L – 2001 Beltsville MD.

16. B. Shukitt-Hale, V. Cheng, JA Joseph; “Effects of blackberries on motor and cognitive function in aged rats.” Nutritional Neuroscience, 2009 Jun;12(3):135-40.

17. Jakobsdottir G, Blanco N, Xu J, Ahrné S, Molin G, Sterner O, et al. “Formation of short-chain fatty acids, excretion of anthocyanins, and microbial diversity in rats fed blackcurrants, blackberries, and raspberries.” J Nutr Metab 2013. 2013 202534.

18. Aduragbenro DA, Yeside OO, Adeolu AA, Olanrewaju MJ, Ayotunde SA, Olumayokun AO, et al. “Blood pressure lowering effect of Adenanthera pavonina Seed extract on normotensive rats.” Rec Nat Prod. 2009;3:282–9.

19. Harborne JB. London: Chapman and Hall; 1973.

20. Cuevas-Rodríguez EO, Dia VP, Yousef GG, García-Saucedo PA, López-Medina J, Paredes-López O, Gonzalez de Mejia E, Lila MA., Inhibition of pro-inflammatory responses and antioxidant capacity of Mexican blackberry (Rubus spp.) extracts.- J Agric Food Chem. 2010 Sep 8;58(17):9542-8.

21. Carnovale E & Marletta L (2000) Tabelle di Composizione degli Alimenti, Aggiornamento 2000. Istituto Nazionale della Nutrizione, Roma. Ed. Edra.

Attività Antiossidante
7701*
*J.Agric. Food. Chem. 52 – (2004)
Origini
Incerte, generalmente si fa riferimento all’Europa centro-meridionale.
Antiche tradizioni
In Spagna le more erano considerate un rimedio popolare per il diabete.
Nella medicina popolare britannica, la piante di rovo ha la reputazione di curare e prevenire diversi disturbi: la radice di blackberry è l’ingrediente di un antico decotto usato per trattare la dissenteria.; la radice di mora è stata usata per trattare la diarrea; il cespuglio di more è stato usato per trattare la pertosse; il succo di more è stato consigliato per la colite.
Particolarità

Appartiene allo stesso genere botanico del lampone, ma, a differenza di questo, i suoi frutticini non si distaccano dal ricettacolo.
Le more di rovo crescono spontanee in tutta Europa, ed è facile trovarle nelle nostre campagne e nei boschi.
Sacro a Saturno, il rovo è amato dai poeti che lo ritengono degno di adornare il regno dei cieli.
 L’arbusto di more è una piante perenne e può raggiungere l’altezza di 5 metri.

MORE DI ROVO ultima modifica: 2018-06-04T19:30:57+00:00 da Staff mio benessere

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