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Foglie di carciofo

Carciofo | Artichoke

Foglie di carciofo valori nutrizionali:

  • Acidi grassi: oleico, laurico, miristico, palmitico, stearico, acido linoleico, acido linolenico
  • Acidi organici
  • Aminoacidi: acido aspartico, acido glutammico, alanina, arginina, cisteina, fenilalanina, glicina, isoleucina, istidina, leucina, lisina, metionina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano, valina
  • Fibre: cellulosa
  • Flavonoidi
  • Cinarina
  • Altri componenti: betaina
  • Minerali e oligoelementi:  calcio [2], fosforo [2], potassio [1, 2], ferro [1], magnesio [2], manganese, rame [5], zinco [4], selenio
  • Vitamine e antiossidanti: A, B1, B2, B3 [1, 2], [1, 2], E, folati, [2], beta carotene, colina, folati [3], retinolo [1], luteina + zeaxantina,[2]

N.B. I valori indicati si riferiscono a 100 grammi di prodotto intero.

Foglie di carciofo proprietà:

  • ​Antidiarroico
  • Antiossidante
  • Diuretica
  • Antitumorale
  • Anticolesterolo.
  • Stimolante

Foglie di carciofo la ricerca scientifica:

Gran parte delle sostanze attive del carciofo è contenuto nelle sue foglie che normalmente non vengono consumate. Il segreto delle virtù di questa pianta risiede nella cinarina, la sostanza aromatica che conferisce il caratteristico sapore amaro e molte delle sue proprietà benefiche e terapeutiche tra cui mostra un effetto ipolipemizzante, stimola la secrezione biliare da parte delle cellule epatiche aumentando l’escrezione di colesterolo nella bile. Altre sostanze contenute nel carciofo sono gli antiossidanti con attività antitumorali oggetto di ricerche per confermarne la veridicità. Le foglie di carciofo vengono studiate per i loro benefici – forse maggiori rispetto all’intero ortaggio – sul fegato e sulla riduzione del colesterolo.

Dispepsia – E’ una condizione patologica caratterizzata dalla presenza di dolore o fastidio persistente nell’epigastrio, spesso causato da senso di pienezza. Un recente studio post-marketing ha mostrato che alte dosi di estratto di foglie di carciofo standardizzato (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia. Dei 516 partecipanti, 454 hanno completato lo studio. In entrambi i gruppi di dosaggio, rispetto al basale, c’è stata una significativa riduzione di tutti i sintomi dispeptici, con una riduzione media del 40% nel punteggio dispepsia globale. Le ALE si mostrano promettenti nel migliorare i sintomi gastrointestinali superiori e migliorare la qualità della vita in soggetti altrimenti sani affetti da dispepsia concludono i ricercatori [6].

Referenze

  1. Carvovale e & Miuccio F (1989). Tabelle di composizione degli alimenti. Istituto Nazionale della Nutrizione, Roma.
  2. U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. 2011. USDA National Nutrient Database for Standard Reference, Release 24
  3. Holland B, Unwin ID, Buss DH (1991). Vegetables, herbs & Spices. The fifth supplement to McCance & Widdowson’s The Composition of Foods (4th edition). Royal Society of Chemistry. Ministry of Agricolture, Fishering and Foods.
  4. Fidanza F & Versiglioni N (1989). Tabelle di composizione degli alimenti. Istituto di Scienza dell’Alimentazione. Università degli Studi di Perugia. Ed. Idelson, Napoli.
  5. INRAN – Tabelle di composizione degli alimenti: Unità di Chimica degli Alimenti.
  6. Marakis G, Walker AF, Middleton RW, Booth JC, Wright J, Pike DJ. Hugh Sinclair Unit of Human Nutrition, The University of Reading, UK. “Artichoke leaf extract reduces mild dyspepsia in an open study” – Phytomedicine 2002 Dec;9(8).

Immagine delle foglie di carciofo

Foglie di carciofo



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Cynara scolymus

Miscellanea:

Attività Antiossidante
6552*
*U.S. Department of Agriculture
(Database ORAC 2010)

Origini
→ E' una pianta che ha origine nel Medioriente, e qui il carciofo selvatico ha costituito fin dall'antichità un importante prodotto per fitoterapisti e medici Egizi e Greci.

Antiche tradizioni
→ Era conosciuto e utilizzato come alimento dal popolo egiziano ed in seguito dai greci e romani.
→ Nel "De Re coquinaria" di Apicio, si parla di cuori di "cynara" già utilizzati e apprezzati dai Romani.

Particolarità
→ Già nel IV sec. a.C. era coltivato dagli Arabi che lo chiamavano "karshuf" o "kharshaf", da cui deriva l'attuale nome.

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