Il Dattero

DATTERO | DATES

PHOENIX DACTYLIFERA
Dattero valori nutrizionali

Acidi grassi: linoleico ω-3, oleico ω-9
Acidi organici: malico, gallico, ferulico, vanillico, siringico, caffeico, protocatechuico, p-cumarico, p-idrossibenzoico
Aminoacidi: acido aspartico [1], glutammico [1], alanina, arginina, cisteina, fenilalanina, glicina, isoleucina, istidina, leucina, lisina, metionina, prolina, serina, tirosina, treonina, valina
Fibre: pectine
Flavoni
Fenoli: chinoni
Antociani
Polifenoli
Flavonoidi
Oligosaccaridi
Altri componenti: betaina
Minerali e oligoelementi: calcio [2], ferro, magnesio [1], fosforo [2], potassio [2], sodio, zinco, rame, manganese, selenio
Vitamine e antiossidanti: A, B1, B2, B3, B5 [1], B6, C [2], D, E, beta carotene [2],colina [1], folati [2], K, luteina + zeaxantina [1]

N.B. I valori indicati si riferiscono a 100 grammi di prodotto.
Dattero benefici principali
Antinvecchiamento
Antianemico
Energetico
Lassativo
Nutriente
Rimineralizzante
Tonico muscolare e nervino
Dattero la ricerca scientifica

Idatteri sono molto ricchi di potassio, ne contengono addirittura più delle banane. Il frutto è stato sin dall’antichità usato come rimedo popolare per il trattamento di varie malattie infettive (Puri et al., 2007). Il consumo regolare dei datteri può offrire una certa protezione dai tumori del colon, della prostata, della mammella, dell’endometrio, dei polmoni e del pancreas. I datteri sono ricchissimi di vitamine, minerali, composti fenolici e componenti flavonoidi con notevole attività di scavenger e antiossidanti contro i radicali liberi (Al-Farsi et al., 2005; Biglari et al., 2008). Queste caratteristice permettono al dattero di equilibrare i livelli di liquidi nell’organismo e mantenere così un buon funzionamento del sistema cardiovascolare; la presenza di fosforo invece è di supporto alle funzioni celebrali. Un frutto millenario e straordinario, dai mille benefici e che non deve mai mancare nella nostra alimentazione.

Gravidanza – L’università della Scienza e della Tecnologia della Giordania ha indagato i benefici del consumo di datteri (Phoenix dactylifera) su donne in gravidanza. Lo studio prospettico prevedeva 2 gruppi di cui 69 donne che hanno consumato sei frutti al giorno per 4 settimane prima del parto, e 45 donne che non ne avevano consumato il frutto. Non c’è stata alcuna differenza significativa nell’età gestazionale; le donne che hanno consumato il dattero avevano una dilatazione cervicale media significativamente più alta al momento del ricovero, rispetto al gruppo che non consumato i datteri (3,52 cm vs 2,02 cm) e una percentuale significativamente maggiore di membrane intatte (83% vs 60%). Il parto spontaneo si è verificato nel 96% di coloro che hanno consumato le dosi, rispetto al 79% delle donne senza i frutti nella dieta. L’uso di prostina/ossitocina era significativamente più basso nelle donne che consumavano datteri (28%), rispetto ai consumatori di frutta senza datteri (47%). I ricercatori concludono che il consumo di datteri nelle ultime 4 settimane prima del travaglio ha prodotto un parto più favorevole, ma non significativo [3].

Cervello – Studi di laboratorio hanno provato che i datteri possono essere utili per ridurre i marcatori infiammatori, come l’interleuchina 6 (IL-6), nel cervello. I meccanismi di protezione possono essere correlati all’attività antiossidante degli acidi fenolici molto presenti nei datteri [4]. Alti livelli di IL-6 sono associati a un più alto rischio di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Fegato – Uno studio ha analizzato i potenziali effetti antiossidanti di estratti acquosi e metanolici delle foglie di dattero Phoenix dattilifera (PLAE e PLME), sull’epatotossicità indotta da farmaco paracetamolo analgesico (PCM) di cui si fa largo uso. Gruppi di ratti sono stati trattati con o senza PCM (1500 mg per kg), PLAE e PLME (300 mg per kg) e n-acetilcisteina (NAC, 50 mg per kg). Lo studio ha evidenziato l’aumento significativo di marcatori sierici nel fegato con PCM, rispetto al gruppo di controllo (non trattato). Gli effetti dannosi del PCM sono dovuti allo stress ossidativo evidenziato dall’aumento della malondialdeide (MDA) e la riduzione di enzimi antiossidanti epatici: glutathione peroxidase, catalasi e superossido dismutasi.

– Il gruppo con PCM ha mostrato l’aumento di marcatori sierici del fegato: alanina aminotransferasi, aspartato transaminasimalondialdeide.

– Il gruppo con pretrattamento con PLME al contrario ha ridotto l’alanina aminotransferasi e l’aspartato transaminasi del 78,2%, la malondialdeide del 54,1%, aumentando il glutathione peroxidase epatico di 3,5 volte, la catalasi di 7 volte e il superossido dismutasi di 2,5 volte rispetto al gruppo PCM.

– Lo studio ha dimostrato come la PLME può agire come protettore contro l’epatotossicità indotta da PCM mediante i suoi antiossidanti, riducendo l’infiammazione indotta da radicali liberi e ripristinando fondamentali enzimi antiossidanti epatici. Concludono i ricercatori che gli estratti di foglie da dattero (PLME) potrebbero essere ulteriormente indagate per le loro proprietà farmacologiche contro gli effetti deleteri di determinati farmaci. [5]

References

1. U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. 2011. USDA National Nutrient Database for Standard Reference, Release 24.

2. Holland B, Unwin ID, Buss DH (1992) Fruits and Nuts. The first supplement to McCance and Widdowson’s The Composition of Foods (5th edition). Royal Society of Chemistry and Ministry of Agricolture, Fisheries and Foods.

3. Al-Kuran, L. Al-Mehaisen, H. Bawadi, S. Beitawi, Z. Amarin, “The effect of late pregnancy consumption of date fruit on labour and delivery.”, J Obstet Gynaecol. 2011;31(1):29-31.

4. M. Mohamed Essa, Ph.D., M. Akbar, M. A. Khan, “Beneficial effects of date palm fruits on neurodegenerative diseases”, Neural Regen Res. 2016 Jul; 11(7): 1071–1072.

5. Galam A.Salem, Ahmed S., Hussain A. Diab, Wesam A. Elsaghayerd, Manal D.Mjedib, Aomassad M.Hnesh, Ravi P.Sahu, Phoenix dactylifera protects against oxidative stress and hepatic injury induced by paracetamol intoxication in rats – Biomedicine & Pharmacotherapy Volume 104, August 2018, Pages 366-374

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Attività Antiossidante
2360*
*U.S. Department of Agriculture (Database ORAC 2010)
Origini
La pianta da dattero è considerato il primo albero coltivato dall’uomo.
La pianta sembra essere originaria del Nordafrica.
Antiche tradizioni
Gli egizi attribuivano alla pianta del dattero il simbolo di fertilità, mentre nel cristianesimo le sue foglie rappresentano un simbolo di pace richiamando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Particolarità
ll suo nome deriva dal greco “daktilos” che significa dito, a ricordare appunto la sua forma.
Il dattero secco è privo di molte sostanze vitali.
L’albero di dattero può raggiungere i 300 anni di vita.

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DATTERO ultima modifica: 2018-06-04T16:19:29+01:00 da Staff il mio benessere

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