I PESTICIDI

Cosa sono i pesticidi

I pesticidi, o antiparassitari, sono sostanze chimiche largamente impiegate in agricoltura, e in alcuni settori della conservazione alimentare, per l’eliminazione degli organismi parassiti (animali o vegetali) che danneggiano le piante e coltivazioni compromettendo qualità e produttività del terreno e del raccolto. Il termine Pesticida è generico e sta a indicare una sostanza utilizzata per diversi scopi: uccidere o allontanare insetti, funghi, roditori, erbacce, ecc. I pesticidi comprendono quindi un vasto gruppo e diversificato di sostanze che possono essere classificate in numerose categorie a seconda dell’azione esplicata. La sintesi chimica dei pesticidi ed il suo primo utilizzo vede l’anno 1945 con il noto Ddt, largamente utilizzato per decenni in tutto il mondo fino alla scoperta dei suoi gravissimi danni per la salute dell’uomo, oggi proibito in Occidente. Il largo uso di queste sostanze è dovuto all’aumento della redditività delle attività agricole. Queste sostanze sono però, assunte direttamente o attraverso gli alimenti o l’acqua, pericolose per la salute. In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità, nel 1992 ha riconosciuto diversie numerosi pesticidi come probabili cause dell’aumento di diverse forme di cancro e di alterazioni del sistema endocrino. Altri studi evidenziano gli effetti neurotossici di questi composti. Per questi gravi e validi motivi, lo Stato e la Comunità europea ne regolamentano – per quanto sia possibile – l’uso, indicando la quantità, la qualità e le modalità d’impiego.

Categorie

Si distinguono, ad esempio, i diserbanti o erbicidi, gli insetticidi, i fungicidi, gli erbicidi, i ratticidi, i larvicidi, i repellenti, acaricidi, i topicidi, i disinfettanti. Possono essere sintetici o elaborati a partire da sostanze organiche.

Componenti

I pesticidi possono essere semplici sostanze inorganiche come zolfo, cloro, arsina, arsenicato di rame, bromuro di potassio, oppure composti organometallici, o composti organici volatili come il tetracloruro di carbonio, il bromuro di metile, il naftalene, o composti organici semivolatili come pentaclorofenolo, diazinone, o, infine composti organici non volatili. I pesticidi più comuni sono rappresentati soprattutto dai composti organici semivolatili e dai composti organici non volatili.

Utilizzo dei pesticidi

In agricoltura: per controllare le malerbe infestanti, per il miglioramento delle condizioni produttive e di protezione delle derrate alimentari nelle successive fasi di conservazione;

Nei confronti della salute umana: quali presidi di lotta contro vettori diretti o indiretti di malattia (insetti, aracnidi, rettili, roditori, ecc.);

Nel settore della conservazione di alcuni materiali: in vernici, in resine ed involucri conservanti per prevenire eventuali deperimenti.

Persone esposte

Nell’industria:

Addetti alla produzione degli stessi attraverso esposizione ai principi attivi e dei formulati
Addetti al trasporto e stoccaggio degli antiparassitari

In Agricoltura:

  • Addetti alla miscelazione e carico degli antiparassitari
  • Addetti all’applicazione e al trattamento delle colture
  • Addetti alle fasi di raccolta
  • Lavoratori in ambienti confinati
  • Lavoratori nelle serre
  • Disinfestatori di locali e terreni

La popolazione generale può essere esposta attraverso l’assunzione di:

  • residui presenti negli alimenti, nelle bevande, nell’acqua
  • ambienti confinanti zone trattate
  • dispersione nell’ambiente da materiali trattati (legno, moquettes e suppellettili)

 

Diffusione dei pesticidi

I pesticidi usati in Europa sono circa 800, e per 73 di questi esistono dei limiti fissati dalle leggi europee: il DDT è vietato in Europa ed USA dal 1972 ma commercializzato nel resto del mondo;
Nella biosfera 250.000.000 di tonnellate di prodotti organici di sintesi, tra cui 2.000.000 di tonnellate di pesticidi

Il consumo di pesticidi in Italia

Italia si consumano ogni anno circa 175.000 tonnellate di pesticidi, circa 3 kg a testa (anche se il dato globale è in flessione, sopratutto per effetto della riduzione della superficie agricola coltivata).

I pericoli per la salute

L’Epa, L’Agenzia federale americana per la protezione dell’ambiente, ha classificato come cancerogeni ben 54 principi attivi utilizzati nei pesticidi comunemente usati negli Stati Uniti. Molti di questi, circa una trentina, sono impiegati anche in Italia (dai ditiocarbammati al clorotalonil, dal benomyl al captano, dal folpet al carbendazim, dal lindano all’alachior). Uno studio commissionato al Nrc il Consiglio nazionale delle ricerche americano, sempre dall’Epa, ha concluso che nell’arco di una vita media di 70 anni 5,8 americani su 1000 si ammalerà di tumori a casusa dell’esposizione ai pesticidi.

I soggetti più esposti al rischio di esposizione ai pesticidi sono i baambini. Il “Natural Resources Defence Council” USA, ha condotto uno studio sul rischio cancerogeno determinato dai residui di 23 pesticidi in 27 prodotti ortofrutticoli, stimando che dai 5500 ai 6200 individui, nei primi anni di vita, ogni anno si ammalerà di cancro a causa della loro esposizione a queste sostanze. I risultati di quest’indagine sono stati analizzati dai ricercatori del Comitato Scientifico di Legambiente e comparati alla dieta alimentare degli italiani: lo studio ha evidenziato che nei prossimi 70 anni dobbiamo aspettarci circa 254.000 casi di tumore causati dai pesticidi, 3600 ogni anno.

Tossicità

Esistono tre tipi tossicità:

  1. Tossicità acuta, si manifesta in caso di incidenti nelle persone che ne fanno uso, come gli agricoltori. L’inalazione e il contatto diretto con i pesticidi possono provocare disturbi immediati, che si manifestano a poche ore dall’esposizione. Molti pesticidi, infatti, penetrano anche attraverso la cute.
  2. Tossicità a lungo termine, sempre nelle persone che per lavoro entrano in contatto con queste sostanze tossiche, di cui si stanno studiando tutte le possibili complicazioni.
  3. Tossicità a lungo termine dovuta all’assunzione occasionale, ma continua nel tempo, di residui nei cibi, di cui si sa ancora molto poco.

I pesticidi non costituiscono un rischio immediato per la salute, ma ciò non significa che si debba sottovalutare la loro azione lenta e prolungata nel tempo, anche in minima quantità, soprattutto per la loro presenza negli alimenti. Esistono limiti consentiti dalla legge, entro i quali gli studi dimostrano che non ci sono pericoli per la salute, ma essi sono calcolati in tutto il mondo in base alla pericolosità del loro consumo da parte di una persona adulta. Ciò non tiene conto di alcuni fattori molto importanti:

gli effetti calcolati su organismi diversi da quello dell’adulto, in particolare sui bambini, che assorbono maggiori quantità di residui perché mangiano di più in proporzione al loro peso corporeo e i cui organi sono ancora in fase di sviluppo, quindi più vulnerabili;
la compresenza di residui di più fitofarmaci contemporaneamente, detta tecnicamente multiresiduo, che produce un effetto cocktail dalle conseguenze sulla salute ancora sconosciute.
I pericoli sanitari legati ai pesticidi sono tanto più alti in quanto ancora oggi non si conoscono le sinergie tra più principi attivi impiegati su uno stesso prodotto, la normativa in vigore non fissa limiti al numero di principi attivi ammesso per la loro produzione.

Disponibile il dossier di Legambiente “I pesticidi nel piatto” Roma Ottobre 2012

Pin It on Pinterest

Shares
Share This