I GLUCOSINOLATI

U glucosinolati sono composti glucosidici contenenti zolfo e comprendono più di 130 differenti composti largamente distribuiti soprattutto nella famiglia delle Crocifere (cavolfiori, cavoletti di Bruxells, broccoli). Sono responsabili del gusto amarognolo in particolare delle crucifere o del sapore piccante come la quello della senape. Le crucifere usano questo composto sulfureo per proteggersi, a loro volta, dalle malattie delle piante.

Isotiocianati:

sulforafane
fenilisotiocianato

Indoli:

indolo-3carbinolo (I3C)

L’interesse per i glucosinolati è dovuto alla stretta correlazione riscontrata in recenti studi fra consumo di Brassicacae e ridotto rischio di cancro. Gli isotiocianati sono un altro gruppo di sostanze derivanti dai glucosinolati e hanno mostrato in modelli animali un’attività chemioprotettiva.

Principali proprietà dei Glucosinolati

Isotiocianati – Ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora hanno studiato il metabolismo degli isotiocianati scoprendo che la loro biodisponibilità è circa sei volte maggiore dei glucosinolati. Le ricerche evidenziano che sono in grado di combattere agenti cancerogeni derivati da altre sostanze cancerogene. Agiscono tramite inibizione della proliferazione cellulare con induzione del processo di apoptosi. Le sostanze più interessanti e più studiate dai ricercatori sono phenylethylisothiocyanate, benzylisothiocyanate e 3-phenylpropylisothiocyanate. Gli studi dimostrano che gli isotiocianati possono aiutare a prevenire il cancro del polmone e cancro esofageo, e si presume che possa prevenire altre forme di cancro come quello gastrointestinale, sono in corso ricerche per confermare tali ipotesi.

Un recente studio ha confermato dati già conosciuti evidenziando una significativa correlazione inversa tra il consumo di vegetali della famiglia crucifereae (broccoli, cavoli, cavolfiori ecc.) e il rischio ridotto di insorgenza di malattie neoplastiche e cardiovascolari. I ricercatori dello studio addebitano questi risultati positivi alla presenza dei glucosinolati e derivati [1].


Referenze
1. Fimognari C, Lenzi M, Hrelia P. “Chemioprevention of cancer by isothiocynates and anthocyanins: mechanism of action and structure-activity relationship”. Current Medicinal Chemistry 2008; 15.

Sulforafane – E’ un fitochimico appartenenza alla famiglia degli isotiocianati, che significa che contiene il gruppo tipico NCS. Molto presente nelle verdure, in particolare nei broccoli. Il processo di idrolisi, che porta alla formazione del sulforafane, è termosensibile e questo spiega la perdita della molecola fino a tre volte a seguito di cottura del broccolo [1]. Studi sperimentali e trial clinici sono di grande importanza e lo saranno, su questa importante molecola e sui suoi meccanismi d’azione e sui target molecolari in cui è coinvolto. In particolare si studiamo con grande attenzione le attività di chemioprevenzione. Il sulforafane è il principale prodotto di idrolisi del glucosinolato glucorafanina. Mostra molteplici capacità e campi di azione, tra cui abbiamo l’inibizione degli enzimi di fase I, biomodulazione degli enzimi di fase II, prevenzione e inibizione di cellule cancerogene in fase di crescita, induzione del processo di apoptosi. E’ un potente disintossicante a causa della sue spiccate proprietà antiossidanti. Agisce come antinfiammatorio e come cardioprotettivo.

Pediatria – Un recente studio conferma la capacità di arrestare crescita del tumore del sangue diffuso in età pediatrica (leucemia linfoblastica acuta). Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori del Baylor College of Medicine, a Houston nello stato del Texas.

Tumori – Gli studiosi sono arrivati a tale conclusione dopo aver purificato il sulforafane ed averlo introdotto in forma concentrata nelle cavie in cui era stato indotto in precedenza il tumore. Il sulforafano è stato in grado di bloccare il normale ciclo cellulare, di avviare i processi che portano alla morte cellulare ed infine di inibire in ogni modo la sopravvivenza delle cellule tumorali. Lo studio prevedeva che le cavie da laboratorio ricevessero una forma purificata e soprattutto in quantità concentrate di sulforafane, non presenti in natura.

Endotelio – Il sulforafane ha un ruolo importante nella protezione dell’endotelio vascolare agendo su specifici enzimi e proteine segnalatori di uno stato cronico di infiammazione (inibizione di COX-2 ed iNOS) riducendo la progressione dell’arteriosclerosi [2].

Referenze
Conaway CC, Getahun SM, Liebes LL, Pusateri DJ, Topham DK, Botero-Omary M, Chung FL. “Disposition of glucosinolates and sulforaphane in humans after digestion of steamed and fresh broccoli”. Nutrition and Cancer 2000; 38.
Shan Y, et al. “Protective effect of sulforaphane on human vascular endothelial cells against lipopolysaccharide-induced infiammatory damage”. Cardiovascolar Toxicology 2010; (10).

Indolo-3carbinolo – E’ una sostanza fitochimica divenuto importante per la prima volta nel 1960 per la sua efficacia sui carcinomi causati da sostanze tossiche (diossine). E’ una sostanza attualmente soggetta a numerose ricerche e l’attenzione degli studiosi è sempre molto elevata, vediamo perché.

DNA – L’indolo-3carbinolo in associazione con il suo principale metabolita (diindoylmethane) modula diversi fattori di trascrizione nucleare in una varietà di effetti biologici e biochimici. Funziona come un potente antiossidante, proteggendo il DNA e le strutture cellulari.

Chemioprotezione – L’indolo-3-carbinolo agisce da chemiopreventivo stimolando la produzione di specifici enzimi disintossicanti, proteggendo così le membrane cellulari dagli effetti cancerogeni di pesticidi e altre tossine.

Cancro – L’indolo-3-carbinolo blocca i recettori degli estrogeni situati sulle membrane cellulari del seno e di altre cellule, riducendo così il rischio di cancro della mammella e del collo dell’utero.

Aflatossine – L’indolo-3-carbinolo ha dimostrato, in seguito a studi sugli animali, di inibire o ridurre l’effetto cancerogeno delle temibili aflatossine (fanno parte delle micotossine, tossine di natura microbica prodotte da diverse specie micetiche, sono altamente tossiche da essere considerate tra le sostanze più cancerogene esistenti).

Cuore – Altri studi dimostrano l’efficacia dell’indolo-3-carbinolo sulla sintesi lipidica e l’aggregazione piastrinica, con conseguente azione protettiva per la salute del cuore. Alcuni studi mostrano anche un effetto benefico per il trattamento del cancro della pelle.

Uno studio condotto dall’University of Hawaii ha scoperto che gli indoli vegetali, come l’indolo-3-carbinolo, hanno effetti benefici sulla sintesi dei lipidi e potrebbero apportare benefici alla salute del cuore. I ricercatori hanno studiato l’effetto di indolo-3-carbinolo sulla produzione di apolipoproteina B (gruppi molecolari deputati al trasporto di colesterolo e trigliceridi attraverso il flusso sanguigno ai vari tessuti e organi) da parte delle cellule tumorali epatiche in coltura. E’ noto che alti livelli di apolipoproteina B possono provocare placche che causano problemi vascolari. I livelli di apolipoproteina B sono il migliore indicatore del rischio di malattia cardiovascolare rispetto al colesterolo totale o LDL. Lo studio ha evidenziato che il trattamento delle cellule con indolo-3-carbinolo ha ridotto la secrezione di apolipoproteina B fino al 56% , di conseguenza ha influenzato la riduzione dei livelli di trigliceridi [1].


Referenze
“Cruciferous indole-3-carbinol inhibits apolipoprotein B secretion in HepG2 cells”. J Nutr. 2007; 137 (10).

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