GLI ANTIOSSIDANTI

Gli Antiossidanti

Gli antiossidanti sono sostanze in grado di neutralizzare e bloccare i radicali liberi e proteggere l’organismo dalla loro azione distruttiva (ossidazione). Le proprietà anticancerogene di molti alimenti sono giustificate proprio dal loro prezioso contenuto in antiossidanti, e nello specifico dalla quantità, dalla varietà e dalla capacità antiossidante, che varia da molecola a molecola. Quindi, gli agenti antiossidanti riportano l’equilibrio chimico nei radicali liberi grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni di cui sono privi. L’organismo umano si difende naturalmente dai radicali liberi producendo antiossidanti endogeni: superossido dismutasi, catalasi e glutatione. Superata una certa soglia è però necessario integrare la carenza di produzione interna di questi antiossidanti con un apporto (integrazione) dall’esterno, attraverso gli alimenti – specifici alimenti in questo caso.

I vantaggi della rivoluzione antiossidante

  • Maggiore protezione da molte forme di cancro.
  • Difese più efficaci contro le malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi, l’infarto, e l’ictus.
  • Protezione della vista, grazie alla prevenzione della cataratta.
  • Una dilazione nella comparsa dei primi segni di invecchiamento.
  • Un sistema immunitario più potente.
  • una maggiore protezione nelle prime fasi del morbo di Parkinson.
– K. Cooper MD

I principali antiossidanti esogeni sono:

Beta-carotene
Vitamina C (acido ascorbico)
Vitamina E (tocoferolo)
Vitamina B9 (acido folico)
Carotenoidi
Flavonoidi
Licopene
Inibitori della proteasi
Fenoli
Indoli
Ditioltioni
Fibre
Fitati
Glutatione
Coenzima Q10
Melatonina
Allicina
NAC
Acido urico
Oli essenziali
Selenio
Calcio
Rame
Zinco

Altri antiossidanti, vitamine o molecole di notevole interesse sono:

Colina
Insositolo
N.N-dimetil-glicina

La ricerca

Mangiare alimenti vegetali otto volte al giorno abbassa il rischio di
morire per malattie cardiovascolari.

Lo Studio – Secondo quanto pubblicato sull’European Heart Journal chi mangia otto volte al giorno frutta e verdura ha il 22 per cento di probabilità in meno di morire per malattie di cuore e vasi rispetto a chi ne consuma solo tre porzioni nell’arco delle 24 ore. Lo studio in questione è frutto della collaborazione tra numerosi istituti europei coordinati da Francesca Crowe, ricercatrice presso l’Università di Oxford. In particolare i ricercatori guidati dalla Crowe hanno analizzato dati provenienti dal European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), un progetto finanziato dalla Comunità Europea che si propone di valutare le relazioni tra dieta, stili di vita, fattori ambientali e l’insorgenza di tumori e altre malattie croniche come quelle cardiovascolari. Le informazioni raccolte dal 1992 al 2000 riguardano abitudini alimentari e condizioni di salute di più di 300mila persone tra i 40 e gli 85 anni provenienti da otto Paesi europei, tra cui l’Italia. Dall’elaborazione dei dati è emerso che consumare alimenti vegetali almeno otto volte al giorno ridurrebbe di quasi un quarto la probabilità di morire per malattia coronarica. Inoltre, secondo i ricercatori, a ogni porzione in più di frutta e verdura, quantificata in 80 grammi, più o meno una piccola banana o una carota, corrisponderebbero 4 punti percentuali in meno di rischio cardiovascolare [1].

I composti fitochimici (fitonutrienti) sono un insieme estremamente disomogeneo di sostanze accomunati comunque dalle seguenti caratteristiche:

  • sono peculiari del regno vegetale;
  • non sono sintetizzate dall’uomo;
  • hanno spesso un’azione protettiva sulla salute
  • umana se assunte a livelli significativi;
  • hanno meccanismi di azione complementari e sovrapponibili;

Tali sostanze esercitano diverse funzioni biologiche quali l’attività antiossidante, la modulazione degli enzimi, la stimolazione del sistema immunitario, la riduzione dell’aggregazione piastrinica, la modulazione del metabolismo ormonale, la riduzione della pressione sanguigna, e hanno una spiccata attività antibatterica e antivirale.

Principali cause di riduzione delle

difese antiossidanti

Principali cause di riduzione delle difese antiossidanti [2].

  • Ridotta assunzione di antiossidanti ➔ ipovitaminosi, diete monotone;
  • ridotto assorbimento di antiossidanti ➔ sindromi da malassorbimento, malattia celiaca;
  • ridotta utilizzazione di antiossidanti ➔ deficit dei meccanismi di captazione o di trasporto;
  • insufficienza dei sistemi enzimatici antiossidanti ➔ fattori genetici o iatrogeni;
  • eccessivo consumo di antiossidanti ➔ eccessiva produzione di specie reattive; 
  • assunzione di farmaci ➔ sovraccarico del sistema microsomiale.

Antiossidanti scavenger

Gli scavenger riducono la concentrazione di radicali liberi rimuovendoli dal mezzo in cui si trovano, e questo proprio alle loro capacità di interagire direttamente con essi, e, quindi, di inattivarli. Tra tutti gli scavanger il coenzima Q10 rappresenta al meglio questa proprietà destando grande interesse nei ricercatori. Infatti, alcuni anni fa, fu scoperto che alcune statine, bloccando la sintesi del colesterolo, inibiscono anche la sintesi della catena laterale di questo prezioso elemento della catena respiratoria, favorendo, in tal modo, la cosiddetta “rabdomiolisi”. Per prevenire o limitare questo evento indesiderato sarà importante garantirci un apporto adeguato giornaliero di coenzima Q10.

Antiossidanti e salute

Diete ipocaloriche e ricche di antiossidanti, somministrate in animali da laboratorio, ha ridotto lo “stress ossidativo” in sperimentazioni avviate per valutare il tasso di longevità negli esseri viventi. Gli animali alimentati con cibi ricchi di antiossidanti non solo hanno una vita più lunga del 40% ca., ma sono anche più reattivi e vitali. Ancora non abbiamo studi a lungo termine sull’uomo, ma si può sicuramente pensare che gli stessi effetti valgano anche per la nostra specie.

La ricerca ho ha più dubbi, le dimostrazioni che il rischio di morte prematura risulta notevolmente ridotto nelle persone con elevati livelli ematici di antiossidanti, è un fatto confermato dalla scienza. II rallentamento dei processi di invecchiamento nell’uomo non solo non è più un mistero, ma è alla portata di tutti.

Proprietà e benefici degli antiossidanti

 

Acido Folico – L’acido folico o vitamina B9 (è un folato nella forma presente in natura) è classificata come vitamina idrosolubile. Prende il nome dal latino folium (foglia) in quanto è ampiamente presente nei vegetali a foglia verde, infatti fu isolata per la prima volta dalle foglie di spinaci nel 1941. Alte concentrazioni di acido folico si trovano in vegetali di facile consumo come i cavoli, spinaci, bietole, broccoli, noci.

La sua importanza è pari alla sua subcarenza tanto da rappresentare oggi la forma di ipovitaminosi (carenza vitaminica) più diffusa nel mondo occidentale. Questa è dovuta principalmente a squilibri delle diete e al basso consumo quotidiano di frutta e verdura freschi. In alcune condizioni particolari e in base a stili di vita individuali, il fabbisogno di questa sostanza necessita di maggiori concentrazioni: insufficienza epatica, etilismo, consumo di alimenti di origine animale, uso di contraccettivi orali, alcuni farmaci che interferiscono con il metabolismo dell’acido folico, studi in corso stanno valutando possibili effetti dannosi del fumo sulla sintesi dell’acido folico, ecc. Inoltre l’acido folico è estremamente sensibile: viene distrutto facilmente dalla luce, per diluizione nei liquidi di cottura e dal calore o dal tempo che intercorre dal raccolto al consumo dell’alimento.

E’ essenziale per la metilazione dell’omocisteina e la sua trasformazione in metionina. La carenza di acido folico provoca l’iperomocistenemia, una condizione di grave rischio per severe complicanze cardiovascolari. L’acido folico svolge questa azione in sinergia alla vitamina B12 fungendo come coenzimi deputati al metabolismo dell’omocisteina, gli studi hanno dimostrato che questo risultato avviene in seguito alla sommininstrazione congiunta di acido folico, vit B6 e vit B12.

E’ essenziale nella sintesi del DNA, senza acido folico le cellule non si dividono correttamente. Tutte le cellule dell’organismo coinvolgono l’acido folico nei processi di divisione, in particolare quelle che si dividono più rapidamente, come i globuli rossi, le cellule del tratto gastrointestinale e quelle degli organi genitali, che risulteranno le più danneggiate dalla carenza di acido folico.

E’ coinvolto nella formazione dei globuli rossi. Si considera che l’anemia causata da acido folico non sia tanto inferiore a quella causata dalla carenza di vit B12. Nel 1975 una relazione pubblicata dal British Medical Journal analizzo i livelli di acido folico in pazienti ospedalizzati scoprendo, tra di loro, diversi casi di anemia megaloblastica che fu associata proprio alla bassa capacità del fegato di preservare ottimali riserve di acido folico. Da queste prime indicazioni oggi sappiamo che una vita squilibrata e soggetta a stress prolungato può causare asintomatiche e latenti carenze di acido folico, troppo silenziose per riscontrarle in tempi brevi. Da qui l’importanza di ricorrere ad un maggior consumo di frutta e verdura ricche di questa vitamina.

E’ fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neonatali quali la spina bifida. Il dottor P. M. Newberne, professore in scienze dell’alimentazione al MIT, definisce una carenza di acido folico come una bomba a scoppio ritardato, e, se le carenze si protraggono durante l’infanzia, queste potranno interferire con le normali funzioni del timo il quale necessita di acido folico per mantenere attivo il sistema immunitario.

Importante è il suo ruolo nel funzionamento del sistema nervoso e degli organi sessuali. Nel 1975 il New England Journal of Medicine pubblica una ricerca sui miglioramenti di pazienti affetti da disturbi mentali o ritardi nello sviluppo delle funzioni cognitive, migliorati in seguito all’assuzione di acido folico. I miglioramenti si sono visti anche nei pazienti che assumendo acido folico sono stati dimessi dalla degenza in anticipo (dal 23% al 36%) rispetto a chi non aveva assunto nulla, lo studio è stato effettuato al Northwick Park Hospital, Inghilterra, 1975.

L’acido folico agisce sulle funzioni dell’endotelio riducendo l’assorbimento delle LDL nell’intima e, di conseguenza, evita la formazione di pericolose placche ateromasiche [3]. Il noto studio del Nurse’s Health Study ha dimostrato questo meccansimo d’azione su un vasto campione di donne (80.000 ca.) evidenziando una netta riduzione degli eventi coronarici fatali [4].

Il meccanismo attraverso il quale l’omocisteina aumenta lo stress ossidativo non è ancora ben conosciuto. Sappiamo che l’omocisteina compromette l’attività della glutatione perossidasi e riducendo la biodisponibilità dell’ossido nitrico. Inoltre l’omocisteina diminuisce nei tessuti i livelli di vitamine A, C, E, riducendo le riserve di antiossidanti nell’organismo. L’acido folico qui svolge un ruolo importante come fattore protettivo dallo stress ossidativo omocisteina-indotto, riducendo i livelli di superossido intracellulare e, ad un livello inferiore, sequestrando perossido di idrogeno [5].

Uno studio sui benefici dell’acido folico sullo sviluppo di tumori allo stomaco e di altri tumori gastrointestinali è stato portato a termine in Cina nel 2003. Lo studio in doppio cieco, randomizzato controllato con placebo, su un totale di 216 pazienti con gastrite atrofica sono stati assegnati in modo casuale a uno dei quattro gruppi: (1) il folato + vitamina B12; (2) beta-carotene naturale; (3) beta-carotene di sintesi; (4) gruppo placebo, tutti i gruppi sono stati seguiti dal 1994 al 2001. Nel loro insieme, i tre gruppi di intervento hanno mostrato una significativa diminuzione e un minor rischio per i tumori gastrointestinali. Il gruppo FA (acido folico) ha mostrato un evidente miglioramento nella prevenzione di lesioni della mucosa gastrica. Questo studio ha rivelato l’effetto interventistico dell’acido folico sullo sviluppo di tumori gastrointestinali e si è anche dimostrato benefico nel trattamento della gastrite atrofica prevenendo l’insorgenza di lesioni precancerose [6].

Una ricerca americana ho evidenziato che l’integrazione quotidiana di 0,05 mg di acido folico nel normale regime alimentare ridurrebbe i decessi nella popolazione tra le 4.000 e le 18.000 unità [7].

Come per molte vitamine di sintesi l’uso prolungato di questa vitamina può causare non pochi problemi, sono infatti in corso di studio ricerche sugli effetti tossici sul DNA, sul sistema nervoso centrale, sull’assunzione combinata con altri farmaci (vedi acido folico e riduzione degli effetti benefici dell’aspirina sulla proteina C-reattiva), ecc. L’acido folico, quindi, dovrebbe essere assunto principalmente tramite gli alimenti o supplementazione di succhi naturali.

Coenzima 10  Il coenzima Q10 (CoQ10) chiamato anche ubichinone, è una molecola essenziale delle cellule, dove svolge un ruolo fondamentale nella produzione di energia attraverso le reazioni ossido-riduttive coinvolte nella sintesi dell’ATP. Questa molecola diventa quindi vitale nel proteggere e far funzionare bene, il cuore, soprattutto nelle diverse fasi dell’invecchiamento [8]. La sintesi dell’ATP coinvolge tutte le cellule del corpo, tessuti e organi hanno bisogno di notevoli livelli di CoQ10. Condizioni patologiche come ipertensione e malattie cardiovascolari possono aggravarsi se l’organismo è carente di questa molecola o sono le stesse condizioni di salute che possono provocare, a loro volta, carenze di CoQ10 creando un circolo vizioso ad alto rischio.

Altri studi indicano un possibile e rapido declino verso l’invecchiamento associato ai livelli scarsi di CoQ10. Gli studi sono tuttora in corso.

Il CoQ10 può essere sintetizzato dal nostro organismo, nonostante sia frequente la sua carenza dovuta a squilibri e deficit nutrizionali o a difetti genetici che ostacolano la sua sintesi metabolica. 

Colina – E’ un fattore lipotropo, cioè serve a emulsionare i grassi, svolge quindi funzioni vitali tra cui la produzione componenti importanti delle membrane cellulari, come la fosfatidicolina(lecitina) e la fingomielina. Ricerche mostrano come la colina sia in grado di emulsionare il colesterolo impedendone il deposito sulle arterie. E’ un regolatore del metabolismo dei grassi, la colina impedisce ai grassi di bloccarsi nel fegato. Molto prsente nel cervello, la colina favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi, in particolare quelli deputati alla memoria. E’ un disintossicante del fegato da veleni e residui di farmaci. Può essere prodotta dall’organismo a partire dalla sintesi di metionina  o la serina, per questo motivo non è ancora considerata un nutriente essenziale, anche se la discussione è ancora aperta. L’apporto alimentare è considerato comunque importante in quanto studi su animali e uomini mostrano l’insorgenza di disturbi al fegato e ai reni. Molto presenta la sua forma libera nelle verdure a foglie verdi, in particolare cavolfiori e broccoli.

Glutatione – Denominato anche (l-glutatione o gamma-glutamilcisteinilglicina) è un potente e fondamentale antiossidante per la salute del nostro organismo in quanto molto presente in diversi tessuti organici. Il glutatione è costituito da 3 aminoacidi e viene prodotto dal nostro organismo, ma è anche presente in molti alimenti. Con il passare dell’età la sua produzione tende a ridursi, diventa quindi fondamentale una dieta ricca di frutta e verdura. Considerato da molti scienziati “il principe degli antiossidanti” (J.T. Pinto, Istituto dei tumori Sloan Kettering New York) tra i più potenti antagonisti dei radicali liberi [12], è presente in tutte le cellule e può determinare la velocità con cui un organismo può invecchiare, come spiega C.A. Lang, Ph.D Biochimico dell’Università di Louisville [9]. Stime ci dicono che sono stati intrapresi circa 25 mila studi scientifici sul glutatione.

Potente è la sua efficacia nel protegge i grassi che costituiscono le membrane cellulari dall’ossidazione dei radicali liberi (perossidazione), soprattutto per le cellule del tratto digerente.

Uno studio condotto dalla Dott.ssa M. Julius, dell’Università del Michigan, ha dimostrato che i soggetti con livelli più alti del 20% hanno un terzo di probabilità di soffrire di artrite, attacchi cardiaci, ipertensione, diabete, disturbi circolatori, infezioni renali, inoltre si è visto negli anziani il recupero a seguito di malattie è più rapido ed efficace se si hanno livelli più alti di glutatione.

Svolge una notevole azione disintossicante, in particolare dei metalli pesanti (piombo, cadmio, alluminio), ma agisce anche su pesticidi, insetticidi, solventi, benzolo, clorati, dovuto alla sua capacità di rendere più biodisponibile ed efficace il ferro ecc.

Molti ricercatori sono convinti che aiuti a bloccare la diffusione del virus dell’Aids per circa il 90% (American Journal of Clinical Nutrition).

E’ termolabile, il contenuto di glutatione nei cibi cotti risulta compromesso in molti alimenti [10, 11], vedi tabella (A):

Alimento Cotto Crudo
Carote 74,6 0,0
Mele 21 0,0
Pomodori 169 0,0
Pompelmo 70,6 0,0
Asparagi 28,3 0,0
Avocado 27,7 0,0
Spinaci 166 27,1

  

Frutta e verdura con i più alti livelli di glutatione [10]

  • Avocado
  • Cocomero
  • Asparagi
  • Pompelmo
  • Patate (bollite con buccia)
  • Fragole
  • Pomodori
  • Arancia
  • Melone
  • Cavolfiore
  • Broccoletti
  • Pesche
  • Cipolle
  • Zucchine
  • Carote
  • Spinaci

Studi condotti nel 1992 da Witschi et al., hanno dimostrato una scarsa biodisponibilità di integratori di glutatione, assunto per via orale, nell’aumentare i livelli nel sangue, anche con dosaggi consistenti.

Inositolo – Spesso classificato come vitamina B8, ma non ufficialmente. E’ contenuta negli agrumi (tranne i limoni), nella papaya, nei cereali e nei legumi. Svolge un ruolo importante inibendo l’assorbimento dei grassi nel fegato. Protegge il sistema nervoso dai danni secondari del diabete, regola il livello del colesterolo, contrasta la perdita di capelli, facilita la produzione di lecitina nell’organismo e la peristalsi.

N.N-dimetil-glicina DMG – E’ un derivato metilato dell’aminoacido glicina considerata una sostanza importante per il metabolismo umano. Può essere considerato un enzima in quanto è un prodotto intermediario che stimola reazioni indispensabili, in particolare per il sistema nervoso. A tal proposito è spesso definito “Intensificatore metabolico” [13], vitamine, ormoni, neurotrasmettitori, enzimi, acidi nucleici (RNA, DNA), dipendono dal trasferimento dei gruppi metilici (forniti dalla DMG). L’utilizzo di questa sostanza (presente negli agrumi e nella scorza di limone) aiuta a stimolare e potenziare le performance fisico e mentali. Utile per chi fa sport, o a chi studia. Presenta proprietà immunostimolanti e aiuta i processi di recupero e rigenerativi dell’organismo, migliora il metabolismo glucidico e delle funzioni cardiache. Altra importante azione della DMG è la sintesi dell’omocisteina in metionina che produce la SAM (un antidepressivo naturale).

Vitamina C – Conosciuta anche con il nome di acido ascorbico, è una molecola idrosolubile molto simile al glucosio. E’ presente principalmente nel regno vegetale. Non è sintetizzata dall’organismo e quindi è necessario assumere alimenti che la contengono.

 

Possiede molteplici funzioni:

 

  • E’ un potente antiossidante – più di 120 studi riportano risultati che confermano l’efficacia di questa vitamina contro il cancro. Le persone che assumono alimenti con alti livelli di vit C hanno una probabilità del 50% in meno di ammalarsi di cancro rispetto a a coloro che ne consumano di meno. E’ particolarmente efficace contro il tumore dello stomaco, dell’esofago, del pancreas, della cavità orale, del retto e della mammella [14];
  • Protegge le arterie dall’azione dannosa delle LDL;
  • Rigenera il potenziale antiossidante della vit E;
  • Partecipa all’idrossilazione della prolina e lisina per la formazione del collagene e dell’Adrenalina;
  • Interviene nella sintesi della carnitina;
  • Studi recenti dimostrano una sua azione nel metabolismo del colesterolo;
  • Aiuta a cicatrizzare le ferite e le ustioni [20];
  • Protegge le gengive dal sanguinamento [20];
  • Accelera la guarigione dopo gli interventi chirurgici [20];
  • Favorisce l’assorbimento del ferro da parte dell’organismo [20];
  • Stimola la risposta immunitaria attraverso la produzione di alcuni neurotrasmettitori e ormoni, migliora la funzionalità e l’attività dei leucociti, aumenta i livelli di interferone, le risposte anticorpali, la secrezione degli ormoni timici [15];
  • E’ attiva contro alcune infezioni, allergie, cataratta, colesterolo diabete, epatite [15];
  • Migliora la produzione di sperma e la fertilità maschile. Gli uomini con bassi livelli di questa vitamina possono incorrere in anomalie negli spermatozoi e conseguenti possibili difetti genetici nella prole. Uno studio condotto dall’Università di Berkeley CA, è emerso che i danni dei radicali liberi sul DNA della riproduzione, raddoppiavano negli spermatozoi umani se l’apporto di vitamina C era di soli 5 milligrammi giornalieri (1 cucchiaino da tè di succo di limone). E un ulteriore studio dell’Università del Texas, ha mostrato come far regredire l’infertilità maschile aumentando giornalmente l’apporto di vitamina C [19];
  • Interviene sulla riduzione della pressione sanguigna – studi effettuati sull’uomo e su animali dimostrano che alti livelli di acido ascorbico possono ridurre la pressione sanguigna [15,16]. E’ stato osservato che l’efficacia aumenta quando la vit C è associata ad altre vitamine: E, beta carotene, selenio;
  • Previene il tumore del polmone. Uno studio condotto su 9000 adulti diretto dal Dr Joel Schwartz dell’Istituto di Protezione Ambientale degli Stati Uniti ha dimostrato che i soggetti che assumo ogni giorno, attraverso l’alimentazione, 300 milligrammi di vitamina C al giorno, hanno una probabilità del 70% in meno di contrarre bronchiti croniche o l’asma rispetto a quelli che ne assumono solo 100 milligrammi. Inoltre, la vitamina C riduce l’agglutinazione dei leucociti, una frazione dei globuli bianchi, impedendo la loro adesione alle pareti dei vasi sanguigni, prevenendo così l’enfisema e dell’aterosclerosi [6];
  • Previene la cataratta. Una ricerca canadese condotta dal Dr Emanuel Cheraskin dell’Università dell’Alabama, ha mostrato un netta riduzione del 30% dell’insorgenza della cataratta aumentando i livelli di vitamina C [19];
  • Protegge dagli agenti cancerogeni: è accertato che la vitamina C è in grado di impedire la formazione di nitrosamine: composti cancerogeni che si formano nell’intestino quando si mangiano insaccati, salumi, alimenti cotti alla brace, che contengono come conservanti i nitrati [20].

 

L’efficacia della vit C è dovuta alla presenza del gruppo dei bioflavonoidi assunti contemporamenamente [15]. I bioflavonoidi sembra che abbiamo un ruolo decisivo nel far assorbire la vit C nel sangue o dalla cellula [18]. In condizioni di stress prolungato l’organismo esaurisce rapidamente le scorte di vitamina C; i fumatori e le persone anziane richiedono un fabbisogno maggiore di vitamina C in quanto ogni sigaretta può distruggere dai 25 ai 100 mg [20].

Una ricerca recente non ha riscontrato benefici clinici dall’assunzione di vit C, in forma isolata, contro le infezioni urinarie, al contrario se assunta attraverso gli alimenti [17].

Vitamina E
E’ una Vitamina liposolubile fondamentale per la protezione e il buon funzionamento delle membrane cellulari, al mantenimento dell’attività di alcuni enzimi, all’aggregazione piastrinica e alla protezione dei globuli rossi contro i radicali liberi.

 

References

1. Fruit and vegetable intake and mortality from ischaemic heart disease: results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)-Heart study. European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)-Heart Study Collaborators. European Heart Journal.

2. (E.L. Iorio 2005)

3. Plotnick GD, Corretti MC, Vogel RA “Effect of antioxidant vitamins on the tranient impairment of endothelium-dependent brachial artery vasoactivity following a single high-fat meal”. JAMA 1997; 278 (29).

4. (M. A. Lepore “Iperomocisteinemia e poliformismo C677T del gene MTHFR in correlazione con le patologie vascolari e cerebrali” Aracne ed. Roma 2008).

5. Voutilanien S, et al. “Low serum folate concentrations are associated with an excess incidence of acute coronary events: the Kuopio Ischaemic Heart Disease Risk Factor Study. European Journal of Clinical Nutrition 2000; 54 (5).

6. Zhu S, Mason J, Shi Y, Y Hu, Li R, Wahg M, Y Zhou, Jin G, Xie Y, Wu G, Xia D, Qian Z, Sohg H, Zhang L, R Russell, Xiao S. Dipartimento di Gastroenterologia, Ospedale del Popolo Nona, Shanghai Second Medical University di Shanghai 200011, China. “The effect of Folic acid on the development of stomach and other gastrointestinal cancers”. Chinese Medical Journal (Engl) 2003;116 (1).

7. Glade MJ. “Workshop on folate, B12, and coline. Sponsored by the panel on folate and other B vitamins of the standing Committee on the Scientific Evalutation of Dietary Reference Intakes”. Food and Nutrition Board, Institute of Medicine, Washigton, D.C., 1997. Nutrition 1999; 15 (1).

8. Sarter B. “Coenzyme Q10 and cardiovascular disease: a review”. Journal of Cardiovascular Nursing 2002; 16 (4).

9. Hazelton G.A., Lang C.A.: Glutathione contents of tissue in the aging mouse. Biochem. J.; 188, 25-30, 1980.

10. Jones D.P., Coates R.J., Flagg E.W., et al. “Glutathione in Foods Listed in the national Cancer Institute’s Health Habits and History Food Frequencey Questionnaire” Nutrition and Cancer (17) 1992.

11. Simopoulos A.P, Normanna HA, Gillaspy J.E  “Portulaca nella nutrizione umana e le sue potenzialità per l’agricoltura mondiale. Mondo Rev Nutr Diet 77; 1995.

12. Sohal R.S., Allen R.G. “Relationship between oxygen metabolism, aging and development” Advances in Free Radical Biology & Medicine 2; 1986.

13. J.W, Meduski, Scuola di Medicina dell’Università del Sud Carolina.

14. Gladys Block epidemiologo e oncologo Università di Berkely CA.

15. M.T. Murray 1993.

16. Ness AR, Chee D, Elliott, P. “Vitamin C and blood pressure–an overview” Journal Human Hypertension, 1997; 11 (6).

17. Castelló T, Girona L, Gomez MR, mena Mur A, Garciá L. “The possible value of ascorbic acid as a prophylactic agent for urinary tract infection” Spinal Cord 1996; 34 (10).

18. Hari Sharma 1995.

19. J. Carper 1996.

20. E. Mindell 1985.

GLI ANTIOSSIDANTI ultima modifica: 2018-06-06T19:47:58+00:00 da Staff mio benessere

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