BIODISPONIBILITÀ

Definizione di biodisponibilità
di un nutriente

Quando consumiamo un alimento, i nutrienti in esso contenuti vengono rilasciati dalla matrice, assorbiti dal sangue e trasportati ai rispettivi tessuti del nostro corpo. Non tutti i nutrienti possono essere assorbiti e utilizzati nello stesso modo, infatti essi differiscono nella loro biodisponibilità per diversi fattori, principalmente alla natura setssa delle sostanze e alle condizioni di salute del nostro intestino e organismo in generale. Capire la biodisponibilità di un nutriente aiuta a rendere efficace una dieta o regime alimentare.

Esistono più definizioni della biodisponibilità, un fattore determinante per comprendere l’efficacia di un cibo, un supplemento, un farmaco. Qui ci limiteremo alla biodisponibilità dei nutrienti integrati nei cibi.

La biodisponibilità di un nutriente, si riferisce alla quantità o percentuale di un nutriente che viene assorbito, dall’alimento in cui è contenuto, ed è quindi la misura con cui è disponibile per le sua attività fisiologica nell’organismo.

La biodisponibilità si riferisce alla velocità con cui il corpo assorbe una specifica sostanza; vitamine, minerali, fitonutrienti, ecc..

La biodisponibilità è la capacità di una sostanza di essere assorbita o immagazzinata nel corpo.

La biodisponibilità di un principio attivo corrisponde alla sua capacità di superare le barriere intestinali, entrare nel circolo sanguigno ed arrivare all’organo obiettivo.

La qualità nutrizionale di un alimento dipende da diversi fattori. Composizione in nutrienti e biodisponibilità. Proteine, carboidrati, lipidi, vitamine e sali minerali sono nutrienti presenti negli alimenti in una composizione assai variabile. Oltre che il loro contenuto totale, è importante anche la forma chimica in cui i nutrienti si trovano, in quanto da essa dipende la loro biodisponibilità, vale a dire la possibilità di essere utilizzati dall’organismo, cioè digeriti, assorbiti e impiegati per le funzioni biologiche. La qualità nutrizionale è determinata mediante metodologie biologiche o biochimiche che permettono di valutare la digeribilità, l’assorbimento, l’utilizzazione di proteine, carboidrati, lipidi, minerali, vitamine. – Treccani.it

Diversi fattori interferiscono con la biodisponibilità dei nutrienti:
Il tasso di pH dello stomaco;
La composizione della flora batterica;
La motilità del tratto digerente;
Le funzioni biochimiche che si verificano all’interno e sulla parete del tubo digerente;
La qualità degli enzimi digestivi;
Lo stato di metabolizzazione epatica.

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